La Storia di Rivalta

 

 

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Originariamente la popolazione rivaltese era totalmente dedica al fiume; infatti dal Mincio si ricavava tutta l’economia del paese.
La pesca era un autentico pilastro; seguiva la raccolta del carice, (con il quale venivano impagliate le sedie) e delle canne palustri, utilizzate per fare le arelle. Fino a circa gli anni 30 era operativa una piccola ferrovia che collegava Rivalta con Asola e Mantova, con una modesta locomotiva a vapore. La stazione rivaltese era situata nei pressi dell’attuale “Bar Cooperativa”, che oggi mantiene il ruolo di fermata per gli autobus. Nel dopoguerra si decise di smantellare questa linea.
Oggi il fiume non da più sostentamento diretto, ma comunque offre una rinomata attrazione turistica con gite ed escursioni lungo il fiume stesso ammirando la flora e la fauna locale. L’economia locale si basa essenzialmente sull’agricoltura (con produzioni cerealicole e la coltivazione del melone) e sugli allevamenti di suini e di bovini da latte e carne. Nei mesi estivi si organizzano escursioni guidate serali (in canoa sotto la luna piena); inoltre ogni anno Rivalta ospita 3 raduni-meeting canoistici a fine giugno, primi di settembre e inizio ottobre.
L’ambiente naturale in cui Rivalta è immersa costituisce una caratteristica fondamentale del paese stesso. Essa infatti si integra perfettamente con il Parco del Mincio, di cui è attivo il Centro Parco del Mincio, proprio a Rivalta, sulle rive del fiume omonimo. La palude, parzialmente bonificata mediante la costruzione di canali, rappresenta una eccezionale riserva faunistica e contiene una gran varietà di piante e specie vegetali. Annesso al Centro Parco del Mincio è presente il Museo etnografico dei mestieri del fiume, che mira a raccogliere e preservare le vecchie tradizioni fluviali e di sostentamento della zona, ed un ostello della gioventù che può ospitare gruppi e comitive in riva al Mincio.